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Quanto costa comprare la prima casa? Il budget oltre il prezzo

Vincenza Ferrari

Vincenza Ferrari

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25 ottobre 2026

Grafico per pianificare le spese acquisto prima casa: 80% prezzo immobile, 10% spese accessorie, 5% lavori. Regola del 30% per il mutuo.

Comprare la prima abitazione non significa mettere in conto soltanto il prezzo indicato nell’annuncio. Tra imposte, notaio, agenzia, mutuo e spese iniziali, il budget può cambiare sensibilmente: qui trovi una stima concreta dei costi, le differenze tra acquisto da privato e da impresa e le condizioni per ottenere le agevolazioni fiscali.

Quanto incidono davvero i costi dell’acquisto

  • Imposta di registro al 2% se acquisti da un privato o da un’impresa in esenzione IVA.
  • IVA al 4% se compri da un’impresa con vendita soggetta a IVA.
  • Il budget comprende anche notaio, agenzia immobiliare, preliminare e mutuo.
  • Per conservare il beneficio prima casa devi trasferire la residenza nel Comune entro 18 mesi, quando richiesto.
  • Su un immobile da 200.000 euro, le spese accessorie possono superare facilmente 10.000 euro, soprattutto con agenzia e finanziamento.

Grafico su budget acquisto prima casa: 80% prezzo immobile, 10% spese accessorie (notaio, imposte, agenzia), 5% lavori. Regola 30% rata mutuo.

Quali imposte si pagano quando si compra casa

La prima distinzione da fare riguarda il venditore. Le imposte cambiano completamente a seconda che l’immobile venga acquistato da un privato, da un’impresa che vende in esenzione IVA oppure da un’impresa costruttrice con vendita soggetta a IVA.

Venditore e regime Imposte con agevolazione prima casa Base di calcolo
Privato o impresa in esenzione IVA Registro 2%, ipotecaria 50 euro, catastale 50 euro Prezzo dichiarato oppure valore catastale con sistema prezzo-valore
Impresa con vendita soggetta a IVA IVA 4%, registro 200 euro, ipotecaria 200 euro, catastale 200 euro Prezzo di vendita

Nel primo caso l’imposta di registro proporzionale non può essere inferiore a 1.000 euro. Per questo, su immobili di valore catastale molto basso, il calcolo del 2% non produce automaticamente un’imposta altrettanto bassa.

Quando compri da un privato puoi chiedere al notaio l’applicazione del sistema prezzo-valore. In pratica, l’imposta di registro viene calcolata sul valore catastale, normalmente ottenuto moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per il coefficiente 115,5. È una possibilità spesso conveniente, ma deve essere richiesta nell’atto.

Un esempio con il valore catastale

Supponiamo una casa acquistata da privato al prezzo di 200.000 euro, con rendita catastale di 800 euro. Il valore catastale sarebbe 800 × 1,05 × 115,5, cioè 97.020 euro. L’imposta di registro ammonterebbe quindi a circa 1.940 euro, a cui aggiungere 100 euro di imposte ipotecaria e catastale.

Se invece l’acquisto fosse tassato direttamente sul prezzo, il 2% di 200.000 euro sarebbe pari a 4.000 euro. La differenza è significativa, ed è uno dei motivi per cui non considero corretto stimare le imposte soltanto guardando il prezzo dell’annuncio.

Quando spettano le agevolazioni prima casa

La definizione può trarre in inganno: “prima casa” non significa necessariamente acquistare il primo immobile della propria vita. L’agevolazione dipende soprattutto dalle caratteristiche dell’abitazione, dalla posizione dell’immobile e dalla situazione patrimoniale dell’acquirente.

In linea generale, l’immobile deve appartenere a una categoria catastale ammessa. Sono escluse le abitazioni considerate di lusso nelle categorie A/1, A/8 e A/9. Sono invece agevolabili, se rispettano gli altri requisiti, le pertinenze come cantina, autorimessa o tettoia, normalmente una per ciascuna categoria C/2, C/6 e C/7.

  • Devi avere o trasferire la residenza nel Comune in cui si trova l’immobile entro 18 mesi dal rogito, salvo i casi particolari previsti dalla legge.
  • Non devi possedere un’altra abitazione nel medesimo Comune, secondo le condizioni stabilite dalla normativa.
  • Non devi già possedere un immobile acquistato con le agevolazioni prima casa, a meno di venderlo entro il termine previsto quando acquisti la nuova abitazione.
  • I requisiti devono essere dichiarati correttamente nel contratto di compravendita.

La residenza deve essere verificata con attenzione prima di firmare. Se dichiari un requisito che non puoi rispettare o non effettui il trasferimento nei tempi richiesti, rischi il recupero delle imposte ordinarie, gli interessi e una sanzione del 30% sulle maggiori imposte dovute.

Un altro errore frequente riguarda la vendita dell’immobile prima di cinque anni. In assenza di un nuovo acquisto entro un anno, può verificarsi la decadenza dal beneficio. Prima di vendere conviene far controllare la situazione dal notaio, soprattutto se nel frattempo sono cambiate residenza, proprietà o modalità di utilizzo della casa.

Le spese che si aggiungono alle imposte

Il conto finale comprende diverse voci che spesso vengono considerate solo all’ultimo momento. Alcune sono obbligatorie, altre dipendono dal tipo di operazione o dai professionisti coinvolti.

Voce Stima o criterio Da cosa dipende
Onorario notarile per la compravendita Spesso circa 1.500-3.000 euro per un acquisto standard, esclusi i tributi Valore, complessità, controlli e tariffa del professionista
Provvigione agenzia Spesso 2-4% del prezzo, oltre IVA Accordo scritto e mercato locale
Preliminare Imposta fissa di 200 euro, bollo e imposta proporzionale sulle somme versate Tipo di vendita e natura della caparra o dell’acconto
Mutuo Istruttoria, perizia, assicurazione e atto notarile del finanziamento Importo, banca e caratteristiche del prestito

Il compenso del notaio non va confuso con le imposte che il professionista riscuote per conto dello Stato. Quando leggo un preventivo, controllo sempre che siano indicate separatamente onorario, IVA, imposte e spese vive. Solo così è possibile confrontare davvero due offerte.

Il contratto preliminare

Il preliminare deve essere registrato entro 30 giorni. Per un preliminare non soggetto a IVA, dal 2025 si applica in generale l’aliquota dello 0,50% sulle somme versate come caparra o acconto, oltre all’imposta fissa di 200 euro e al bollo previsto.

Le somme già tassate possono essere scomputate dall’imposta di registro dovuta al rogito, nei limiti stabiliti. Se acquisti da un’impresa con vendita soggetta a IVA, il trattamento degli acconti e della caparra può essere diverso: questa è una delle clausole che preferisco far controllare prima della firma, non dopo.

Leggi anche: Vendere casa con agenzia - Evita errori e massimizza il guadagno

Il mutuo e i suoi costi

Con un mutuo entrano in gioco l’istruttoria bancaria, la perizia dell’immobile, l’eventuale polizza e il notaio per l’atto di finanziamento. L’imposta sostitutiva sul mutuo per l’acquisto della prima casa è normalmente dello 0,25% dell’importo finanziato, non del prezzo dell’abitazione.

Su un mutuo da 160.000 euro, per esempio, l’imposta sostitutiva sarebbe di circa 400 euro. A questa cifra possono aggiungersi alcune centinaia di euro per perizia e istruttoria, oltre al costo dell’eventuale assicurazione richiesta dalla banca.

Quanto può costare un acquisto da 200.000 euro

Un esempio concreto aiuta più di una percentuale isolata. Consideriamo una casa da 200.000 euro acquistata da privato, con agevolazione prima casa, agenzia immobiliare e mutuo.

Voce Importo indicativo
Imposta di registro con prezzo-valore Circa 1.940 euro, se il valore catastale è 97.020 euro
Imposte ipotecaria e catastale 100 euro
Notaio per compravendita 1.500-3.000 euro, esclusi i tributi
Agenzia al 3% più IVA 7.320 euro
Mutuo da 160.000 euro Almeno 400 euro di imposta sostitutiva, più banca e perizia
Totale accessorio indicativo Circa 11.000-13.000 euro

Se la stessa abitazione fosse acquistata da un’impresa con vendita soggetta a IVA, solo l’IVA al 4% ammonterebbe a 8.000 euro. Sommando le tre imposte fisse da 200 euro, il carico fiscale arriverebbe a 8.600 euro, prima ancora di considerare notaio, agenzia e mutuo.

Questo confronto mostra perché due case con lo stesso prezzo possono richiedere una liquidità iniziale molto diversa. Il regime fiscale del venditore va chiarito subito, possibilmente prima di presentare una proposta irrevocabile.

Come costruire un budget realistico

Io preparo il budget in tre blocchi separati. Il primo è il denaro necessario per il prezzo, compresa la caparra; il secondo riguarda le spese da sostenere al rogito; il terzo copre i costi dei primi mesi, quando arrivano trasloco, utenze, arredi e piccoli lavori.

  1. Chiedi al notaio un preventivo dettagliato prima di firmare il preliminare.
  2. Fatti indicare per iscritto la provvigione dell’agenzia e se l’IVA è già compresa.
  3. Verifica se il venditore è un privato, un’impresa in esenzione o un’impresa soggetta a IVA.
  4. Calcola le imposte usando la rendita catastale aggiornata, non una stima approssimativa.
  5. Se chiedi un mutuo, aggiungi istruttoria, perizia, assicurazione e imposta sostitutiva.
  6. Conserva una riserva di almeno 3-6 mesi di spese personali dopo il rogito, senza investire tutta la liquidità nella casa.

La prudenza serve soprattutto quando il finanziamento copre appena il prezzo dell’immobile. Le spese accessorie raramente vengono incluse interamente nel mutuo, quindi devono essere disponibili con risorse proprie. È qui che molti acquirenti scoprono troppo tardi che il capitale necessario non coincide con l’anticipo richiesto dalla banca.

Le spese dopo il rogito che non vanno dimenticate

Il rogito chiude l’acquisto, ma non chiude il conto della casa. Per l’abitazione principale, l’IMU generalmente non è dovuta, salvo gli immobili di lusso nelle categorie A/1, A/8 e A/9. Rimane invece la TARI, insieme alle spese condominiali, alle utenze e alla manutenzione ordinaria.

Se l’immobile è in condominio, chiedi prima di firmare gli ultimi verbali assembleari e la situazione dei pagamenti. Una delibera per facciata, tetto o ascensore può trasformarsi in una spesa di diverse migliaia di euro, molto più pesante di una piccola differenza sull’onorario notarile.

Per questo considero il controllo tecnico e condominiale parte integrante del calcolo delle spese. Un prezzo leggermente più alto, ma con documentazione chiara e lavori già esclusi, può essere economicamente più sicuro di un affare apparentemente conveniente.

La cifra da tenere pronta prima di fare un’offerta

Per una prima casa da 200.000 euro acquistata da privato, con agenzia e mutuo, terrei disponibile una somma aggiuntiva di almeno 12.000-15.000 euro, da affinare con preventivi reali. Senza agenzia o con un valore catastale favorevole il conto può scendere; con acquisto da impresa, lavori urgenti o mutuo complesso può salire rapidamente.

La regola più utile è semplice: prima di innamorarti dell’immobile, calcola il costo completo dell’operazione. Prezzo, imposte, professionisti, finanziamento e riserva iniziale devono stare nello stesso prospetto, perché è quella cifra, non il solo valore della casa, a determinare se l’acquisto è davvero sostenibile.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Con l’agevolazione prima casa si applicano l’imposta di registro del 2% e 100 euro complessivi per le imposte ipotecaria e catastale. Se richiesto nell’atto, il sistema prezzo-valore consente di calcolare il registro sul valore catastale, con un minimo di 1.000 euro.

Con una rendita catastale di 800 euro, il valore catastale indicato nell’articolo è 97.020 euro, ottenuto rivalutando la rendita del 5% e applicando il coefficiente 115,5. L’imposta di registro sarebbe quindi di circa 1.940 euro, invece dei 4.000 euro calcolati sul prezzo.

L’immobile deve appartenere a una categoria catastale ammessa e non essere classificato A/1, A/8 o A/9. In generale, occorre trasferire la residenza nel Comune entro 18 mesi, non possedere un’altra abitazione nello stesso Comune e rispettare le condizioni sulla precedente casa acquistata con agevolazioni.

Per un acquisto standard, il notaio può costare circa 1.500-3.000 euro esclusi i tributi, mentre l’agenzia richiede spesso il 2-4% del prezzo oltre IVA. Il mutuo aggiunge istruttoria, perizia, eventuale assicurazione, atto notarile e un’imposta sostitutiva normalmente pari allo 0,25% dell’importo finanziato.
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Autor Vincenza Ferrari
Vincenza Ferrari
Mi chiamo Vincenza Ferrari e ho accumulato 10 anni di esperienza nel settore immobiliare, con un focus particolare su acquisto, ristrutturazione e gestione delle case. La mia passione per questo mondo è nata quando ho iniziato a occuparmi della mia prima ristrutturazione, un'esperienza che mi ha aperto gli occhi sulle sfide e le opportunità che questo settore offre. Mi piace aiutare le persone a comprendere i vari aspetti legati all'acquisto e alla gestione della propria casa, semplificando argomenti complessi e fornendo informazioni chiare e aggiornate. Nel mio lavoro, mi impegno a verificare le fonti e a confrontare le informazioni, per garantire che ciò che condivido sia sempre utile e preciso. Scrivo su temi che spaziano dalla scelta della casa giusta alla gestione efficace dei lavori di ristrutturazione, cercando di seguire le tendenze del mercato e le esigenze dei lettori. La mia missione è rendere accessibili e comprensibili le informazioni necessarie per affrontare con serenità il percorso verso la casa dei propri sogni.
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